La Principessa Ragno
La Principessa Ragno (ripugnante operetta surreale per bambini mutanti): 1958.
Il surrealismo è qualcosa di più che un'arte, è uno stato dello spirito, è una manifestazione dell'inconscio, è un linguaggio millenario, è la voce dell'abisso..... Il surrealismo continuerà a esistere anche se spariranno tutti libri, anche se una bomba cancellerà la cultura umana; sulla parete di una caverna,uno dei nostri discendenti, allo stato di barbarie postatomica, prenderà un tizzone e farà un disegno surreale... (André Breton)
Quando in Messico conobbi Leonora Carrington, lei di 40 anni e io di 28, mi si presentarono davanti agli occhi le parole di Breton, come un velo magico. Leonora mi sembrò l'ultima rappresentante, geniale e onesta, del surrealismo[...] Conoscendo Leonora capii di aver trovato il Maestro femminile che stavo cercando da anni. Ho avuto la fortuna di essere accettato nel suo mondo magico. Questo l'ho raccontato nel mio libro il maestro e le maghe.
Tuttavia, per non stancare il lettore con troppi dettagli, non ho raccontato due cose. La prima: nel 1957 avevo messo in scena la sua opera Penelope, in prima mondiale. La seconda: nello stesso periodo della nostra collaborazione teatrale (lei realizzò la scenografia, le maschere e i costumi) ci intrattenemmo scrivendo insieme un'operetta per bambini mutanti...Non sono ancora per quale miracolo, sono riuscito a farle abbandonare "la sublime potenza della creazione solitaria" e a convincerla a collaborare con me.
Posso dire che Penelope è stata una realizzazione felice. Lei era estasiata nello scegliere i tessuti, i colori, a dipingere senza aiuto alcuno le scenografie, a modellare le maschere e nei momenti di riposo, come sollievo a tanta intensità, ci sedevamo di fronte al suo piccolo ed esuberante giardino a immaginare la Principessa Ragno, la nostra operetta. Discutevamo, ridevamo tornavamo a discutere sempre ridendo, prendevamo una tazza di tè dietro l'altra. La notte, febbrile ed entusiasmato, io scrivevo l'opera. Ho saputo solo più tardi che anche lei si intratteneva di notte a disegnare i costumi della nostra operetta. Si trattava solo di un gioco, non abbiamo mai avuto l'intenzione di rappresentarla. La prova è che ho conservato per quarantotto anni questa umile opera senza mai mostrarla a nessuno. (Estratto da Tutto il teatro di A. Jodorowsky)


